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Animali e astri · AST · N. 020 · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

L'Uccello Vermiglio e le quattro creature celesti della Cina

Zhuque, l'Uccello Vermiglio del sud, con il Drago Azzurro, la Tigre Bianca e il Guerriero Nero: le quattro creature che dividono il cielo cinese.

L'astronomia cinese non ha mai adottato le costellazioni greche. Per millenni ha organizzato il cielo secondo un proprio sistema, diviso in palazzi, dimore lunari e centinaia di piccoli asterismi. Al cuore di questa visione stanno quattro grandi animali simbolici, uno per ogni punto cardinale, che custodiscono le quattro parti della volta celeste. Tra di essi, a sud, vola l'Uccello Vermiglio, Zhuque, creatura del fuoco e dell'estate.

Quattro animali per quattro direzioni

Il sistema delle quattro creature associa a ogni direzione un animale, un colore, una stagione e uno dei cinque elementi. A est si trova il Drago Azzurro, Qinglong, legato alla primavera e al legno; a ovest la Tigre Bianca, Baihu, legata all'autunno e al metallo; a nord il Guerriero Nero, Xuanwu, raffigurato come una tartaruga avvolta da un serpente e legato all'inverno e all'acqua; a sud l'Uccello Vermiglio, legato all'estate e al fuoco.

Ciascuna creatura comprende sette delle ventotto dimore lunari, le xiu, settori del cielo che la Luna attraversa nel suo moto mensile. Il sistema è antichissimo: un cofanetto laccato rinvenuto nel 1978 nella tomba del marchese Yi di Zeng, nella provincia di Hubei, databile attorno al 433 a.C., porta già i nomi delle ventotto dimore, insieme alle figure di un drago e di una tigre.

Le sette dimore dell'Uccello

Le sette dimore del sud occupano una zona di cielo che nella tradizione occidentale corrisponde in parte ai Gemelli, al Cancro, all'Idra, al Cratere e al Corvo. Le loro denominazioni sono evocative: il Pozzo, lo Spettro, il Salice, la Stella, la Rete estesa, le Ali e il Carro. Secondo i testi antichi alcune richiamano parti del corpo dell'uccello, come il becco, il collo e le ali; la dimora della Stella comprende la brillante Alphard, nell'Idra.

Nello Shiji, la grande opera storica di Sima Qian scritta attorno al 100 a.C., il capitolo dedicato agli uffici celesti descrive il palazzo meridionale del cielo e il suo uccello rosso. Anche lo Huainanzi, raccolta filosofica del II secolo a.C., inserisce le quattro creature nel sistema delle corrispondenze cosmiche. In epoca Han le quattro figure compaiono anche su specchi di bronzo, tegole e rilievi funerari, segno di una diffusione che andava ben oltre la cerchia degli astronomi di corte.

Non una fenice qualsiasi

L'Uccello Vermiglio viene spesso confuso con il fenghuang, l'uccello meraviglioso che in Occidente si traduce come «fenice cinese». Sono però figure distinte: il fenghuang è un simbolo di armonia e di buon governo, legato all'imperatrice, mentre lo Zhuque è il guardiano astrale del sud. Entrambi, comunque, sono creature di bellezza straordinaria, dal piumaggio splendente.

Le quattro creature ebbero un ruolo importante nell'architettura e nella geomanzia. Erano dipinte sulle pareti delle tombe, come nella tomba Kitora in Giappone, del VII o VIII secolo, che conserva sul soffitto anche una mappa stellare. La Porta di Zhuque segnava l'ingresso meridionale della città imperiale di Chang'an, la capitale dei Tang, e la stessa disposizione fu imitata a Heian-kyō, l'odierna Kyoto.

L'Uccello Vermiglio rappresenta dunque, nel cielo cinese, il calore dell'estate e la luce del mezzogiorno. Insieme agli altri tre animali compone un'immagine ordinata del cosmo, in cui le stelle, le stagioni e la terra si corrispondono. Una visione diversa da quella greca, ma ugualmente capace di trasformare il cielo in un bestiario di simboli.