Il Cane Maggiore e Sirio: la stella della canicola e del Nilo
Sirio, la stella più brillante del cielo notturno: la canicola dei Greci, la piena del Nilo annunciata da Sothis e il cane Lelapo che non mancava mai la preda.
Nessuna stella del cielo notturno brilla quanto Sirio. Bianca e scintillante, bassa sull'orizzonte nelle sere d'inverno, sembra cambiare colore a ogni istante per effetto dell'atmosfera. Si trova nella costellazione del Cane Maggiore, il fedele compagno di Orione, e per molti popoli antichi è stata un riferimento fondamentale del calendario. Il suo nome greco, Seirios, significa probabilmente «ardente» o «splendente», e la sua fama è legata tanto al calore quanto alla luce.
Il cane di Orione
Nell'Iliade, Omero paragona Achille che corre verso Troia alla stella più luminosa, quella «che chiamano il cane di Orione». Il poeta aggiunge che è un segno funesto, perché porta febbre ai mortali. Anche Esiodo, nelle Opere e i giorni, ricorda Sirio come la stella che dissecca il capo e le ginocchia nei giorni più caldi dell'estate.
Questa associazione nasce da un'osservazione precisa: in Grecia la levata eliaca di Sirio, cioè la sua prima comparsa all'alba dopo un periodo di invisibilità, avveniva in piena estate. Si credeva che la stella sommasse il proprio calore a quello del Sole. I Romani chiamarono quel periodo dies caniculares, «giorni della cagnolina», da cui deriva l'italiano «canicola», ancora usato per indicare il caldo estivo più intenso.
Sothis e la piena del Nilo
In Egitto Sirio era venerata come la dea Sopdet, che i Greci chiamarono Sothis. La sua levata eliaca coincideva, nell'antichità, con l'inizio della piena annuale del Nilo, da cui dipendeva la fertilità dei campi. Per questo la sua ricomparsa all'alba aveva un significato religioso e calendariale profondo, e alcuni testi la considerano l'inizio dell'anno nuovo.
Poiché l'anno civile egizio durava esattamente 365 giorni, senza anni bisestili, la levata di Sirio slittava lentamente di un giorno ogni quattro anni, tornando alla stessa data dopo circa 1460 anni. Questo periodo è detto ciclo sotiaco. Lo scrittore latino Censorino, nel De die natali, attesta che uno di questi cicli ebbe inizio nel 139 d.C., e la notizia è stata usata dagli storici per ricostruire la cronologia egizia.
Lelapo e la volpe di Teumesso
Tra i miti greci sul Cane Maggiore, uno dei più singolari riguarda Lelapo, un cane destinato a catturare qualunque preda. Lo stesso destino toccava però alla volpe di Teumesso, in Beozia, che non poteva mai essere presa. Quando Lelapo fu lanciato contro la volpe, ne nacque un paradosso senza fine. Zeus risolse il problema trasformando entrambi gli animali in pietra e, secondo alcune versioni, ponendo il cane tra le stelle.
In epoca moderna Sirio ha rivelato un altro segreto. Nel 1844 l'astronomo Friedrich Bessel dedusse dalle oscillazioni del suo moto la presenza di una compagna invisibile, che fu osservata per la prima volta nel 1862 da Alvan Graham Clark. Sirio B è una nana bianca, una stella piccolissima e densissima, tra le prime di questo tipo a essere individuate.
Il Cane Maggiore e la sua stella principale uniscono dunque l'immagine del cane fedele che segue il cacciatore e quella dell'astro ardente che segna il ritmo delle stagioni. Dalla piena del Nilo alla canicola estiva, Sirio ha scandito per millenni il tempo dei campi e dei riti, guadagnandosi un posto unico nella storia dell'osservazione del cielo.
