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Animali e astri · AST · N. 003 · Studio Esoterico Cornelio · 2 min di lettura

Il Cancro: il granchio di Era e la mangiatoia degli asinelli

Il granchio inviato da Era contro Eracle nella palude di Lerna, il Presepe e gli Asinelli di Dioniso: storia e simboli della costellazione del Cancro.

Tra i dodici segni dello zodiaco, il Cancro è forse il più difficile da trovare in cielo. Le sue stelle sono deboli, incastrate tra le luminose figure dei Gemelli e del Leone, e in città scompaiono quasi del tutto. Eppure questa costellazione ha dato il nome a una delle linee fondamentali della geografia, il Tropico del Cancro, e custodisce un piccolo tesoro che gli antichi conoscevano bene: un ammasso di stelle chiamato la Mangiatoia.

Un granchio contro Eracle

Il mito che spiega la presenza del granchio tra le stelle è legato alla seconda fatica di Eracle. L'eroe stava combattendo nella palude di Lerna, in Argolide, contro l'Idra, il mostruoso serpente dalle molte teste che ricrescevano appena tagliate. Era, che odiava Eracle in quanto figlio illegittimo di Zeus, mandò in aiuto del mostro un granchio gigante, Karkinos, che morse l'eroe al piede.

Eracle lo schiacciò senza difficoltà e proseguì la lotta, vincendo l'Idra con l'aiuto del nipote Iolao, che bruciava i colli recisi per impedire la ricrescita delle teste. Secondo la tradizione riferita dai mitografi, Era volle ricompensare la piccola creatura per la sua fedeltà ponendola nel cielo. L'Idra stessa ebbe una sorte analoga: è la lunghissima costellazione che si stende sotto il Cancro e il Leone.

La Mangiatoia e gli Asinelli

Al centro del Cancro si vede, in una notte buia, una macchia lattiginosa: è l'ammasso aperto che i Greci chiamavano Phatne, «la mangiatoia», e che in italiano è noto come Presepe. Ai suoi lati stanno due stelle chiamate Asellus Borealis e Asellus Australis, gli asinelli. L'immagine è coerente: due animali che si nutrono dalla mangiatoia. Già Arato la menziona, e osservava che quando l'ammasso si offusca è segno di pioggia imminente.

Una leggenda riferita da Eratostene e Igino spiega la presenza degli asini. Durante la guerra tra gli dei e i Giganti, Dioniso, Efesto e i satiri sarebbero arrivati in groppa ad asini; i loro ragli, mai sentiti prima, misero in fuga i Giganti spaventati. Per gratitudine gli asini furono posti in cielo accanto alla loro mangiatoia. Galileo, nel Sidereus Nuncius del 1610, puntò il cannocchiale sul Presepe e lo vide risolversi in decine di stelle.

Il segno del solstizio

Nell'antichità il Sole raggiungeva il punto più settentrionale del suo cammino annuale, il solstizio d'estate, mentre attraversava questa costellazione. Il parallelo terrestre su cui in quel giorno il Sole passa allo zenit fu chiamato perciò Tropico del Cancro, dal greco «volgere»: lì il Sole sembra invertire la sua corsa. Per effetto della precessione il solstizio cade oggi nei Gemelli, ma il nome è rimasto.

Il granchio, che cammina di lato e si ritira nel guscio, si prestò a molte letture simboliche. La tradizione astrologica collegò il segno all'acqua, alla Luna e alla casa, all'idea di protezione e di ritorno. Il mito, più semplicemente, racconta la storia di un piccolo animale che sfida un eroe per obbedire a una dea, e che proprio per questa ostinazione ottiene un posto eterno nel cielo.