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Animali e astri · AST · N. 016 · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

La Lepre ai piedi di Orione e le lepri che abitano la Luna

La piccola costellazione della Lepre inseguita dal cane di Orione, la leggenda dell'isola di Lero e la lepre lunare dell'India, della Cina e del Messico.

Sotto i piedi del grande cacciatore Orione, nelle notti d'inverno, si accovaccia una piccola costellazione poco appariscente. È la Lepre, che gli antichi immaginavano come la preda di Orione e dei suoi cani, eternamente in fuga davanti al Cane Maggiore che la segue da vicino. Accanto a questa lepre stellare, molte culture del mondo hanno immaginato un'altra lepre celeste, ben più famosa, che abita sulla superficie della Luna.

La preda del cacciatore

La Lepre è una delle quarantotto costellazioni classiche elencate da Tolomeo nell'Almagesto, nel II secolo d.C., e già Arato la descrive nei Fenomeni come un animale inseguito senza tregua dal Cane, che la incalza mentre sorge e tramonta. La scena completa la grande immagine di caccia dell'inverno: Orione con la clava alzata, i suoi due cani, e la piccola preda che cerca scampo verso occidente.

Igino, nel trattato sull'astronomia, riferisce una curiosa leggenda. Sull'isola di Lero, nell'Egeo, un tempo non c'erano lepri; un giovane ne portò da fuori una femmina gravida, e presto tutti gli abitanti vollero allevarne. Le lepri si moltiplicarono così rapidamente da divorare i raccolti, e gli isolani faticarono a liberarsene. In ricordo di questo episodio, secondo alcuni, la lepre fu posta in cielo come ammonimento.

La lepre che si offrì in dono

In India la lepre è legata alla Luna da un celebre racconto buddhista, il Śaśa Jātaka, una delle storie sulle vite precedenti del Buddha. Il futuro Buddha, nato come lepre, viveva nel bosco con alcuni amici animali. Quando il dio Śakra si presentò travestito da viandante affamato, la lepre, che non aveva nulla da offrire, si gettò nel fuoco per donare la propria carne.

Il fuoco però non la bruciò. Per ricordare per sempre quel gesto di generosità, Śakra disegnò l'immagine della lepre sulla faccia della Luna. Ancora oggi in India il disco lunare è chiamato con nomi che contengono la parola «lepre», come śaśin, «colui che porta la lepre». Le macchie scure della superficie lunare, guardate con un po' d'immaginazione, ricordano infatti un animale accucciato con le orecchie alzate.

Il coniglio di giada e la lepre del Messico

In Cina la stessa figura è il Coniglio di Giada, compagno della dea Chang'e, che fuggì sulla Luna dopo aver bevuto l'elisir dell'immortalità. Secondo la leggenda il coniglio pesta in un mortaio le erbe per preparare quell'elisir. In Giappone e in Corea la tradizione popolare vede invece un coniglio che batte il riso per fare dolci, e la scena è ancora celebrata durante la festa di metà autunno.

Anche in Mesoamerica la Luna aveva il suo coniglio. Secondo il racconto azteco raccolto nel XVI secolo da Bernardino de Sahagún, quando a Teotihuacan due dei si sacrificarono per diventare il Sole e la Luna, i due astri risplendevano con la stessa forza. Allora uno degli dei lanciò un coniglio sul volto della Luna per attenuarne la luce, ed è per questo che vi si vede ancora la sua sagoma.

La lepre celeste unisce così due cieli diversi: quello greco della caccia, dove l'animale è una preda sempre in fuga, e quello di molte culture asiatiche e americane, dove diventa simbolo di sacrificio, di immortalità o di equilibrio tra gli astri. In entrambi i casi un animale piccolo e fragile trova posto lassù, accanto a dei ed eroi, grazie all'attenzione con cui gli uomini hanno guardato il cielo.