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Bestiari medievali · MED · N. 020 · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

Il bestiario di pietra: animali e mostri nelle cattedrali

Capitelli, portali, mosaici e stalli del coro: come le creature dei bestiari entrarono nelle chiese medievali, da Otranto a Verona, fino a Parigi.

Chi entra in una chiesa romanica o gotica con un occhio attento scopre presto di essere circondato da animali. Leoni sorreggono le colonne dei portali, uccelli e serpenti si intrecciano sui capitelli, draghi e sirene si affacciano dai fregi, e sotto i sedili del coro compaiono creature curiose. Molte di queste figure vengono direttamente dal repertorio dei bestiari, altre dall'immaginario popolare o dall'ornamento puramente decorativo. Distinguere le une dalle altre è uno degli esercizi più affascinanti per chi studia l'arte medievale.

Una protesta celebre

La moltiplicazione di bestie e mostri negli edifici sacri non piaceva a tutti. Intorno al 1125 Bernardo di Chiaravalle, nell'Apologia indirizzata all'abate Guglielmo di Saint-Thierry, criticò duramente le decorazioni dei chiostri cluniacensi. Si chiedeva che cosa facesse lì quella «ridicula monstruositas», una mostruosità ridicola, fatta di scimmie, leoni, centauri e mostri ibridi che distraevano i monaci dalla lettura e dalla meditazione.

La critica di Bernardo, paradossalmente, è una delle testimonianze più preziose sulla diffusione di queste immagini. Ci dice che i capitelli abitati da animali e creature fantastiche erano molto comuni nel XII secolo, e che già allora qualcuno si interrogava sul loro senso. Le chiese cistercensi, coerentemente, adottarono uno stile più sobrio e quasi privo di figure.

Il pavimento di Otranto e i portali padani

Uno degli esempi più straordinari di bestiario in pietra si trova nella cattedrale di Otranto. Il suo pavimento a mosaico, realizzato tra il 1163 e il 1165 per opera del presbitero Pantaleone, si sviluppa attorno a un grande albero della vita e mostra scene bibliche, i mesi dell'anno, il volo di Alessandro Magno, il re Artù e un gran numero di animali reali e fantastici, tra cui elefanti, grifoni, sirene e un unicorno.

Nell'Italia settentrionale la scultura romanica popolò i portali di animali dal forte valore simbolico. I leoni stilofori della basilica di San Zeno a Verona e delle cattedrali di Modena e Parma richiamano il leone vigilante dei bestiari, che dorme a occhi aperti. Sui portali e sui capitelli compaiono anche grifoni, aquile e draghi, talvolta in lotta tra loro, immagini della battaglia tra il bene e il male.

Stalli, doccioni e chimere

Nel periodo gotico le creature dei bestiari trovarono spazio anche in luoghi meno visibili. Le misericordie, le piccole mensole sotto i sedili ribaltabili del coro, sono spesso scolpite con animali e scene curiose. Nella cattedrale di Exeter, in Inghilterra, se ne conserva una serie tra le più antiche del paese, in cui compare anche un elefante, animale che pochi artisti avevano visto dal vero.

Va fatta però una distinzione importante. Le celebri chimere di Notre-Dame di Parigi, i mostri pensosi che si affacciano dalla galleria tra le torri, non sono medievali: furono realizzate nel XIX secolo durante il restauro diretto da Eugène Viollet-le-Duc. I doccioni medievali, invece, erano soprattutto grondaie per scaricare l'acqua piovana, e il loro significato simbolico è ancora discusso dagli studiosi.

Il bestiario di pietra rivela come le immagini dei libri si diffondessero ben oltre i chiostri. Chi non sapeva leggere poteva riconoscere il leone, il pellicano o la sirena e comprenderne almeno in parte il messaggio. Non ogni animale scolpito nasconde una lezione morale, ma molti di essi erano parole di un linguaggio condiviso, che le cattedrali offrivano allo sguardo di tutti.