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Bestiari medievali · MED · N. 002 · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

I bestiari miniati inglesi: Aberdeen, Ashmole e Rochester

Tra XII e XIII secolo l'Inghilterra produsse i bestiari più sontuosi d'Europa: storia e caratteri dei codici di Aberdeen, Ashmole e Rochester.

Tra la fine del XII e la metà del XIII secolo l'Inghilterra divenne il centro più fecondo della produzione di bestiari latini. Da quelle botteghe uscirono codici in cui il testo del Fisiologo, ormai ampliato con brani di Isidoro di Siviglia e di altri autori, si accompagna a immagini dipinte con colori intensi e fondi d'oro. Tre manoscritti, oggi conservati ad Aberdeen, a Oxford e a Londra, sono considerati tra i vertici di questa stagione e permettono di capire come il bestiario fosse insieme libro di studio e oggetto di prestigio.

Le famiglie dei bestiari

Per orientarsi tra decine di manoscritti, lo studioso inglese Montague Rhodes James propose nel 1928 una suddivisione in «famiglie», basata sull'ordine e sul contenuto dei capitoli. La cosiddetta seconda famiglia, a cui appartengono i codici di Aberdeen e Ashmole, è la più ricca: supera il centinaio di voci, ordina gli animali per categorie, come bestie, uccelli, serpenti e pesci, e integra largamente il dodicesimo libro delle Etymologiae di Isidoro.

Molti esemplari di questa famiglia si aprono con scene della Genesi, in cui Dio crea il mondo e Adamo dà il nome agli animali. L'immagine non è decorativa: dichiara che il libro intende leggere le creature come le aveva pensate il Creatore, ripartendo dal momento in cui ciascuna ricevette il suo nome.

Aberdeen e Ashmole, due gemelli

Il Bestiario di Aberdeen, conservato nella biblioteca dell'Università di Aberdeen come manoscritto 24, risale all'incirca al 1200. È celebre per l'uso generoso della foglia d'oro e per alcune pagine rimaste incompiute, nelle quali si vedono i disegni preparatori e le diverse fasi del lavoro del miniatore. Secondo gli studi, nel XVI secolo si trovava nella biblioteca reale inglese.

Il Bestiario di Ashmole, alla Bodleian Library di Oxford con la segnatura Ashmole 1511, è di poco successivo e presenta testo e cicli di immagini strettamente affini a quelli di Aberdeen. La somiglianza è tale che si è pensato a un modello comune o a una stessa cerchia di artisti, anche se il rapporto preciso tra i due codici resta oggetto di discussione.

Rochester e l'uso monastico

Il Bestiario di Rochester, alla British Library tra i manoscritti Royal con la segnatura 12 F XIII, è datato intorno al 1230 e apparteneva al priorato benedettino della cattedrale di Rochester. Le sue miniature, vivaci e narrative, mostrano scene come la caccia all'unicorno o la balena scambiata per un'isola dai marinai.

La provenienza monastica ricorda che questi libri non erano solo oggetti di lusso. Nei chiostri servivano alla meditazione e alla predicazione: un esempio tratto dalla natura rendeva più vivo un sermone sulla vigilanza, sulla prudenza o sulla redenzione. Al tempo stesso, la qualità delle pitture suggerisce committenti facoltosi, ecclesiastici o laici.

Oggi questi tre codici sono consultabili anche in riproduzione digitale, e chi li sfoglia ritrova pagina dopo pagina il linguaggio simbolico che popolava le chiese inglesi del tempo. Il loro valore sta proprio nell'unione di parola e immagine: un sapere che nasceva per essere letto, guardato e ricordato insieme. Studiarli significa anche capire come lavoravano copisti e miniatori in una bottega medievale.