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Bestiari medievali · MED · N. 008 · Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

La pantera e il profumo che attira tutti gli animali

Nei bestiari la pantera dorme tre giorni e al risveglio emana un profumo soave che attira ogni animale tranne il drago: storia di un simbolo.

Oggi la pantera evoca un predatore elegante e pericoloso. Nei bestiari medievali era invece una delle creature più dolci e benevole, amica di tutti gli animali e nemica di uno solo, il drago. La sua caratteristica più celebre non erano gli artigli ma il respiro, che secondo la tradizione emanava un profumo così soave da attirare ogni bestia nelle vicinanze. Questa immagine, nata da una notizia antica e trasformata dal Fisiologo, fece della pantera una figura di Cristo risorto.

Le radici antiche

Già gli autori greci e latini attribuivano alla pantera un odore gradevole. Plinio il Vecchio, nella Naturalis historia, riferisce che i quadrupedi sono attratti dal suo profumo ma spaventati dal suo aspetto feroce, e che perciò essa nasconde la testa per attirare le prede. Nel mondo antico, dunque, il profumo era uno strumento di caccia, un inganno al servizio della fame del predatore.

Il Fisiologo rovesciò completamente questo significato. Il capitolo parte da un versetto del profeta Osea nella versione greca dei Settanta, in cui Dio dice di essere come una pantera per Efraim, e da lì costruisce un ritratto interamente positivo dell'animale. Il profumo non è più un'arma, ma un dono: non serve a catturare, ma ad attrarre a sé con la dolcezza. Il passaggio mostra con quanta libertà gli autori cristiani rielaborassero il materiale ricevuto.

Tre giorni di sonno e un risveglio fragrante

Secondo il Fisiologo la pantera ha un manto variopinto, è mansueta e amata da tutti. Dopo aver mangiato si ritira nella sua tana e dorme per tre giorni. Al risveglio emette un grande ruggito, e dalla sua bocca esce un profumo dolcissimo. Tutti gli animali, vicini e lontani, accorrono seguendo quell'odore. Solo il drago, udita la voce della pantera, si spaventa e fugge sotto terra, dove rimane immobile come morto.

La lettura cristologica è trasparente. I tre giorni di sonno sono i tre giorni di Cristo nel sepolcro; il ruggito e il profumo sono la Resurrezione e la diffusione della buona novella, che attira a sé tutti i popoli. Il drago che si nasconde è il diavolo sconfitto. Il manto multicolore, infine, fu interpretato come immagine della sapienza di Cristo, ricca di molte virtù diverse.

Dalla poesia anglosassone ai codici miniati

La pantera ebbe grande fortuna anche fuori dai bestiari latini. L'Exeter Book, il grande codice di poesia in inglese antico, contiene un poemetto dedicato all'animale, che segue da vicino il racconto del Fisiologo e ne amplifica la descrizione del profumo e della folla di creature che accorre. È uno dei primi esempi della traduzione in versi volgari di questo materiale.

Nei bestiari miniati inglesi la scena è rappresentata con cura: la pantera, spesso dipinta con macchie o cerchi di vari colori, è circondata da animali di ogni specie, mentre in un angolo il drago si ritrae nella sua caverna. I miniatori, che non avevano mai visto l'animale, la immaginavano talvolta simile a un cane o a un grande felino dal mantello fantasioso.

La storia della pantera mostra con chiarezza come i bestiari lavorassero sulle fonti antiche. Una notizia di Plinio su un predatore astuto diventò, attraverso un versetto profetico e un'interpretazione teologica, il simbolo della dolcezza che vince il male. Lo stesso dettaglio naturale, il profumo, cambiò segno a seconda di chi lo raccontava e del fine per cui lo raccontava.